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E&F

28.08.17

“Essere insieme equivale per noi a sentirsi al tempo stesso liberi come in solitudine e lieti come in compagnia. Parliamo tutto il giorno; e parlare tra noi non è altro che un modo più animato e percepibile di pensare. Io ripongo in lui tutta la mia fiducia, ed egli ha riposto in me tutta la sua; i nostri caratteri sono fatti l’uno per l’altra e ne risulta un accordo perfetto.” 

Jane Eyre.
Da qui è iniziato tutto. 
Un matrimonio ispirato all’Inghilterra del XIX secolo, all’epoca vittoriana e al libro di Charlotte Brontë, il libro che la sposa ha sempre avuto sul suo comodino.
Pochi periodi e pochi libri sono più romantici.
Lei ha avuto da sempre le idee molto chiare, sapeva perfettamente cosa desiderava per il giorno del suo matrimonio, è bastato solo tradurre i pensieri in realtà e l’intera giornata parlava della sua personalità, del suo modo di essere, dei suoi gusti.
Non hanno avuto dubbi nello scegliere la location, l’hanno vista e se ne sono innamorati, non poteva esserci un posto più perfetto di Villa Passerini con i suoi meravigliosi giardini, la limonaia completamente affrescata con tavolozze di colori vittoriani: rosa, verdi, oro, ricchi azzurri in tonalità gioiello, bordeaux e rame, il viale di ingresso incorniciato dagli alberi e di sera da centinaia di fiaccole.
Fiori dai toni delicati, dal rosa cipria al bianco in cui la rosa era la regina indiscussa sapientemente lavorati da Sartoria Floreale, cristalli, porcellane, pizzi, tantissime candele in boule di vetro sparse ovunque e lampade, tutto ciò ha creato un’atmosfera raffinata, elegante, davvero d’altri tempi ma allo stesso tempo informale perché i sorrisi degli sposi, i loro sguardi innamorati, la loro gentilezza hanno messo tutti a loro agio dando vita ad una giornata speciale. 
Ogni dettaglio non era lasciato al caso. Dalle piccole damigelle con abiti cuciti a mano, le coroncine di gypsophila e le ballerine luminose, alle bomboniere realizzate sempre a mano dalla mamma della sposa con i bozzetti del pittore Antonio Renzini creati appositamente per gli sposi, dall’allestimento dei buffet e la mise en place di Ristorante Tonino Cortona, passando per il tableau ideato dopo il ritrovamento di una piantina con la vecchia linea ferroviaria che collegava i luoghi di nascita degli sposi, quasi a ricreare attraverso tutte le stazioni un viaggio immaginario portandoli l’uno verso l’altra fino ad arrivare all’abito di Jenny Packham di Studio Sposa Atelier che le calzava a pennello e al maggiolone nero restaurato completamente per l'occasione.
Tutto era perfetto, così tanto che le parole non possono bastare. Semplicemente un matrimonio speciale.

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